Lidia Laudani presenta il suo romanzo edito Edizioni We, sabato 13 settembre ore 16 in Biblioteca.
Dialoga con Lella Confalonieri giornalista e Maurizio Petrò
Un romanzo intenso che affronta il tema delle relazioni tossiche, della violenza psicologica e della capacità di rinascere, pur trattando anche temi sociali come il legame tra la mafia e l’industria discografica.
Lidia Laudani, scrittrice di Mozzate, utilizza la scrittura-denuncia per affrontare temi attuali come relazioni tossiche, stalking e revenge porn. In questo romanzo, la giornalista radiofonica Beatrice Pascal, segnata da un’adolescenza difficile, rimane intrappolata in rapporti malati fino a diventare vittima della diffusione non consensuale di un video intimo. Schiacciata da depressione e autolesionismo, tocca il punto più buio della sua esistenza.
Grazie a una forza interiore straordinaria, però, sceglie di non arrendersi e intraprende un percorso di rinascita. Un libro intenso, che scuote il lettore e invita alla resilienza personale e a un cambiamento sociale più consapevole.
Lidia Laudani è una scrittrice e professionista poliedrica che ha saputo distinguersi in diversi ambiti, dal mondo dello spettacolo alla narrativa. Originaria della Sicilia, Lidia ha intrapreso un percorso eclettico che l’ha portata a essere riconosciuta come una figura di spicco nel panorama culturale contemporaneo.
Prima di dedicarsi alla scrittura, Lidia ha avuto una carriera brillante come speaker radiofonica, presentatrice televisiva e modella curvy, ruoli che le hanno permesso di esplorare molteplici forme di comunicazione. In questi contesti, ha sempre cercato di portare autenticità, passione e un messaggio positivo, influenzando e ispirando il pubblico attraverso la sua personalità carismatica e il suo impegno.
Il passaggio alla scrittura ha segnato una svolta nella sua carriera, permettendole di esplorare in profondità temi complessi e universali. Il suo esordio letterario, “Un’altra vita”, ha riscosso un notevole successo, ponendola come autrice sensibile e capace di toccare corde profonde.