FANTASTICHE TERRE DI MEZZO
Viaggio nel mondo della letteratura per ragazzi fantasy
Se
proprio dovessimo dare un inizio alla storia dovremmo
tornare indietro di 80 anni.
A una sbiadita fotografia che ci mostra due importanti
professori inglesi, John Ronald Ruen Tolkien e Clives
Staples Lewis, passeggiare chiacchierando intorno all’edificio
principale della più prestigiosa università
britannica. E’ molto che camminano, a giudicare
dalle impronte sulla neve. Ma il freddo pungente non
sembra distoglierli dalla discussione su miti e letture.
Anzi a Lewis il clima nordico offrirà anche lo
spunto per ripensare alla trama di uno dei suoi romanzi.
Ma
torniamo ai giorni nostri.
Pennac afferma che Leggere non sopporta l’imperativo.
Ma il bibliotecario che non è editore (non pubblica),
né scrittore (non crea) o libraio (non vende),
e neanche critico letterario (non commenta), si trova
obbligato, al cospetto di un giovane visitatore, magari
alto non più di una spanna del suo bancone, a
declinare il fatidico verbo.
L’uso del condizionale, in forma interrogativa
(“Scusa, oggi leggeresti?”), può
aiutare, ma poi si deve necessariamente far seguire
almeno un pronome interrogativo (che?) e un avverbio
(come?), per evitare il ritorno in pressing dell’imperativo.
Considerazioni
sintattiche che rivelano quanto possa essere arduo promuovere
letture tra le net-generazioni, specie quelle che si
apprestano ad entrare nei territori dell’adolescenza,
ovvero tra coloro che per tendenza e statistica abbandonano
il libro per consumare media apparentemente più
leggeri, maneggevoli e meno faticosi come computer e
console.
In questa direzione i generi narrativi della letteratura
per ragazzi si offrono al potenziale giovane lettore
come uno dei possibili strumenti per creare seducenti
percorsi di lettura, ritagliati sulle capacità
di lettura e sui gusti narrativi più diversi.
Il gioco è semplice: si prendono i libri (ma
non solo) di una determinata categoria letteraria e,
come i giocattoli della nostra infanzia, li si prova
a smontare insieme ai ragazzi , mettendo insieme, in
un immaginario catalogo, topoi e temi fondanti. Un’opera
di destrutturazione, a cui può far seguito il
riassemblaggio con elementi del vissuto quotidiano dei
giovani lettori attraverso la (ri)scrittura o il teatro.
Tra
le categorie della letteratura per ragazzi il fantasy
(insieme al giallo), per contenuti e forme, è
tra quelli che meglio si presta ad essere manipolato
dai ragazzi.
In fondo sin da piccoli la nostra fantasia è
stata alimentata con omogeneizzati a base di streghe,
fate, principesse e folletti e questo dovrebbe rendere
più semplice e accattivante la ricerca di rimandi,
analogie e suggestioni.
Genere letterario di grande successo anche se snobbato
dalla critica come sempre succede per la letteratura
di massa, il fantasy ai ragazzi piace, perché
ben si presta a liberare l’immaginario fantastico
dal conformismo mediatico dei nostri tempi e a ri-descrivere
il proprio vissuto quotidiano attraverso la riscoperta,
mediata da testo, immagini o musica, dei complessi paradigmi
di emozioni e sentimenti che connotano l’età
adolescenziale.
La sua naturale predisposizione a contaminarsi con altri
medium risulta poi un valore aggiunto per avvicinare
potenziali lettori.
L’onda
(anomala) del successo di Harry Potter e (al cinema)
del Signore degli anelli, ha offerto ai più giovani
la possibilità di riscoprire atmosfere, mondi
e personaggi che sembravano relegati in un cono d’ombra,
sopraffatti dai pregiudizi che per decenni hanno marchiato
Tolkien o Lewis, trasformati in icone negative di una
letteratura etichettata come di “fuga”,
non realista, diseducativa, e quindi non adatta ad essere
spesa con i più giovani.
Un pesante clima a cui non hanno certo giovato le (adulte)
polemiche politiche, religiose e sociologiche del secolo
scorso.
Al ritorno in auge del genere ha contribuito anche l’affacciarsi
sulla scena letteraria degli ultimi anni di giovani
autori pronti a rinverdire e dare nuovo lustro al genere,
prontamente arruolati da un mercato editoriale, che
ha immediatamente fiutato l’affare.
Uno svecchiamento proposto, come affermano Andrea Monda
e Saverio Simonelli, nell’interessante saggio
“Gli anelli della fantasia”, da scrittori
che non clonano elementi occasionali e di consumo della
saga Tolkeniana, ma propongono mondi nuovi , coerenti
con le proprie leggi e animati da principi autonomi
e credibili.
Così nell’olimpo letterario fantasy a fianco
di quelli che oramai vengono considerati numi tutelari,
come Tolkien, Lewis, Ursula Le Guin e di scrittori che
hanno utilizzato la chiave del fantastico nelle loro
opere come Baum, Carroll, Barrie, Ende, Calvino, Buzzati,
si sono ritagliati un proprio spazio Neil Gaiman, Philip
Pulmann, Terry Pratchett, Serge Brussolo, Walter Moers,
Christopher Paolini, Valerio Evangelisti, Licia Troisi.
Nella costruzione di un ideale scaffale fantastico per
avvicinare i più giovani al piacere del leggere,
proponiamo nove percorsi, con storie, avvincenti e di
buon valore letterario, in grado di di evocare attraverso
suggestioni e immaginari alcuni elementi e temi cardine
del genere fantasy.
Opere che, ripensando ai due illustri e anziani professori
che discettano, stavolta davanti ad un camino dell’università
di Oxford di gnomi, elfi, hobbit, leoni, streghe e armadi,
provino a stimolare anche la curiosità degli
adulti verso i misconosciuti territori narrativi della
letteratura per ragazzi.
1
Viaggiatori immaginari - Il re dei viaggi Ulisse
2
Medioevo fantastico - Camelot L’invenzione della
tavola rotonda
3
Diversa-mente - L’ultimo elfo
4
Non aprite quell’armadio - Il leone, la strega
e l’armadio
5
Lo specchio del lettore - La storia infinita
6
Se una sera d’inverno un cliente dentro un supermercato
incontrasse… - Il piccolo popolo dei grandi magazzini
7
Fantastico fumetto - Dragonero
8
Cinematografiche terre di mezzo - Excalibur di John
Boormann
9
Soundtrack for fantasy